Jones Ultracraft 160
8.6 Punteggio Totale
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Pro

Split incredibilmente leggera
Shape da powder super divertente
Galleggiabilità in fresca
Ottima tenuta in pista
Leggerissima in skinning
Rigidezza e reattività

Contro

Prezzo molto alto
Quasi inutilizzabile in switch
Delicata in alcuni punti
Coda molto reattiva

Sommario

Consigliamo questa splitboard a tutti quelli che vogliono affrontare al meglio questo splendido sport, con una tavola che non deluderà mai in nessuna condizione: dalle discese più ripide alla pista ghiacciata, dalla polvere fresca fino alle risalite nei boschi sotto la neve. La Jones Ultracraft 160 è senza dubbio una delle migliori split in commercio, e il suo shape faticherà ad invecchiare. Ottimo investimento, visto che praticare splitboard giova alla mente e al corpo.

Peso "Ride Mode"10
Peso "Skin Mode"10
Qualità Costruttiva9
Robustezza8.5
Carving8.5
Powder9.5
Switch/Fakie6
Salti (Powder)8
Qualità/Prezzo7.5
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Jones Ultracraft Flex
8
Flex Generale
7
Flex Naso
9
Flex Coda
8
Torsione
Flex Generale 8
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(Clicca qui per sapere come svolgiamo i nostri test)

Condizioni nivo-meteo e setup tavola

Attacchi: Burton Hitchhiker Taglia L
Scarponi: Burton Imperial misura 12
Stance Setup: stance 60 cm., front +24°, rear -6°, setback dipendente dal setup dei pucks Voile
Tuning Tavola: come uscita di fabbrica. Secondo test con tuning 1°/88°, fondo sciolina verde e top a freddo con sciolina al fluoro blu
Condizioni Meteo: sole, senza vento, temperature sotto lo zero. Altre condizioni: vento teso, da coperto a molto coperto
Condizioni Neve: fresca (fuoripista); compatta farinosa o ghiacciata (pista)

Dati Tecnici

Misura tavola: 160 (152, 156)
Peso: grammi (tavola, clips, interfaccia Voile, Spark Heel Lockers)
Camber: Directional Rocker (camber classico sotto i piedi, rocker sul naso)
Shape: blunt nose, flex direzionale
Interfaccia Attacchi: Voile

Le prime impressioni, prima di usarla

Jones Ultracraft

Pronti per la salita. Ottime condizioni meteo.

 

Devo ammettere che la Ultracraft è una di quelle tavole che – da neofiti splitters – ci si chiede che senso abbia, con quel prezzo così alto ed uno shape identico alla Hovercraft Split, tavola già quasi perfetta per il backcountry e la neve fresca.

Sono sempre stato curioso, quindi ho fatto molte ricerche a riguardo di questa splitboard e più sono andato a fondo nelle informazioni, più la Jones Ultracraft mi ha conquistato.

Da felicissimo rider di una Hovercraft 160, che l’anno scorso ho acquistato grazie ad un’offerta fatta dai nostri amici di Uainot a Cervinia e assolutamente impossibile da rifiutare, più pensavo ai dettagli della Ultracraft, più desideravo provarla. Grazie a Tom di Zero G – rider molto competente e grandissimo conoscitore di quasi ogni tavola sul mercato – ho osservato bene questa split da vicino, provando il flex e ammirando lo shape e i particolari.

Jeremy Jones in persona, insieme al suo staff di validissimi collaboratori e rider (sia pro che ambassador) ha impiegato circa due anni per ottenere il massimo nella progettazione e nella costruzione di questa speciale splitboard. La tavola è stata utilizzata in molte spedizioni decisamente estreme e proprio grazie alla sua leggerezza e affidabilità, si è conquistata un podio sicuro fra le migliori splitboard al mondo. Vi anticipo che Jones produrrà – per la stagione 2016 – una versione solid della Ultracraft, che si chiamerà appunto Ultracraft, mentre la split cambierà il proprio nome – indovinate un po’ – in Ultracraft Split 🙂 Seguiteci per ulteriori informazioni a riguardo!

Torniamo alla tavola. Devo dire che la prima cosa che impressiona è il peso: prendi in mano qualsiasi altra splitboard (ad eccezione, forse, di una o due tavole al mondo che sulla carta potrebbero essere più leggere di qualche grammo…) e ti renderai conto di quanto questa tavola è leggera. Il che significa salire meglio e faticare meno, cosa che sui giri medio-lunghi fa di certo la differenza.

Io da amante delle tavole leggere e rigide, ammetto però che quasi sempre leggerezza estrema significa meno stabilità alle alte velocità. Visto che amo ancor di più scendere piuttosto veloce (vero Daniele? :D) a volte preferisco un po’ di peso in più per favorire una stabilità indispensabile. Bene, in questo la Ultracraft 160 mi ha davvero impressionato. Sarà forse per il peso comunque aggiunto dall’hardware delle split, ma questa tavola, pur essendo molto leggera – mantiene una stabilità alle alte velocità che è impressionante.

Con quali attacchi può essere usata la Jones Ultracraft?

La Ultracraft nasce con hardware Karakoram: le clip in punta e in coda, così come i ganci sono tutti forniti dalla concorrente di Spark. La scelta è certamente la migliore, io trovo molto efficienti soprattutto i ganci, regolabili nella tensione e che permettono una solidità della tavola migliore rispetto agli hooks Voile.

In ogni caso, tutte le split Jones possono essere utilizzate con entrambi principali produttori di attacchi da splitboard, quindi sia Spark R&D che Karakoram. A voi la scelta, considerando che i Karakoram costano come un’altra tavola… e anche se non li ho mai provati a fondo, non credo che valgano la differenza di spesa. Con il costo di un paio di Karakoram si comprano due paia di Spark!

Il solito, unico peccato è la limitazione nella libertà di stance e di centraggio degli scarponi sull’asse centrale della tavola a cui ci obbligano i pucks Voile. Vi anticipo che Spark ha praticamente risolto questo problema creando dei pucks che permettono un centraggio adeguato ed un setup generale dello stance molto più versatile.

Utilizzo in Skin Mode

Cambio di direzione: molto semplice con la Ultracraft.

Cambio di direzione: molto semplice con la Ultracraft.

Qui iniziano le prime conferme sulle aspettative che si hanno portando ai piedi una tavola così tecnica e costosa… La Jones Ultracraft è una tavola che gli americani definirebbero “featherweight”, ovvero leggerissima. Devo dire che anche con la Burton Landlord Split – che non pesa poco – non ho avvertito un peso eccessivo durante lo skinning, però puoi capire cosa significa avere e dare davvero il meglio nello splitboarding quando provi una tavola tanto performante quanto la Ultracraft.

Ho provato a risalire in molte condizioni differenti, da uno strato di neve fresca relativamente sottile (circa 30 centimetri) alla neve fresca ventata e compatta, dalla polvere durante una nevicata notturna fino a tratti ripidi e talmente ghiacciati che un paio di volte ho dovuto esercitare molta pressione su bastoni e lamine per non finire a valle… fino ad una bella pellata durante condizioni di vento molto teso e neve fresca crostosa che spesso cedeva sotto i nostri piedi.

La Jones Ultracraft però non ha mai deluso. Soprattutto nelle condizioni più difficili, ti rendi conto di quanto ti possa aiutare una tavola leggera, larga e sufficientemente rigida da permetterti di pensare solo all’uscita e non a come risolvere i problemi creati da una tavola pesante e poco performante…

La Ultracraft è anche l’unica split – probabilmente – ad essere stata progettata come due sci indipendenti, per poi essere unita a diventare uno snowboard. Qui potremmo aprire un dibattito infinito, dividendoci fra chi pensa che una split debba essere costruita con un solo core e poi segata in due (per mantenere il feel di uno snowboard) e chi pensa – come me – che invece è corretto, almeno con le tecnologie e il design raggiunto oggi, progettarle come due sci indipendenti per poi formare una tavola.

Il Magne-Traction sulle lamine centrali. Funziona bene in skinning.

Il Magne-Traction sulle lamine centrali. Funziona bene in skinning.

Io sono appunto d’accordo con quest’ultima idea, perché una delle cose che avverto di più su altre tavole è proprio la mancanza di rigidità longitudinale e torsionale tipica di uno snowboard di fascia alta per rider esperti. La Ultracraft sotto i piedi è perfetta, sia in skin mode che – come vedremo – in ride mode. Anche in pista.

Assemblaggio per il Ride Mode

Come tutte le split, anche la Jones Ultracraft ha bisogno dei suoi tempi per essere convertita da skin a ride. I problemi principali sono sempre attaccare e staccare le pelli (problemi saltuari e dovuti all’allineamento) e unire in fretta le due parti. Riguardo all’unione, come già detto Jones usa hardware Karakoram e nonostante le clip le preferisco a quelle Voile perché rendono la tavola più solida, è anche vero che sono leggermente più difficili da allineare e bloccare. Attenzione anche al ghiaccio che può formarsi sui sidewall interni, problema comune a tutte le split. Per risolvere questo problema suggerisco un piccolo trucco: sciolinate e spatolate bene le sidewall…

Sulle pelli sappiamo che questi piccoli problemi valgono per tutte le splitboard e posso dire che per il 2016 Jones e G3, in modo diverso, ci sono venute incontro migliorando l’aggancio in punta e in coda.

Per il resto, la velocità dipende dal sistema utilizzato dagli attacchi, e chi usa Spark sa bene quanto il Tesla sia veloce nella conversione. In ogni caso non dimentichiamo che lo splitboarding non è lo scialpinismo e neppure lo snowboard-alpinismo (inteso come salita con gli scietti e discesa con bastoni in mano), quindi non ci soffoca nessuno se ci mettiamo due minuti in più a convertire la tavola. Prendiamocela sempre con calma e godiamoci la natura, tanto se avrete scelto l’area giusta, la discesa vi aspetterà vergine anche se partirete dopo un attimo di relax e qualche foto!

In Discesa

Anche una volta ricomposta per il ride mode, la Jones Ultracraft stupisce. Se abbiamo un po’ di esperienza nell’uso delle splitboard, usando questa tavola si noterà da subito una discreta differenza: la Ultracraft è più solida, nonostante la lunghezza – che ricordiamo deve essere circa 6 cm. più corta del nostro standard – questa split è davvero molto, molto stabile. Alle alte velocità, sia in pista che nella neve fresca, questa Jones dà molta sicurezza.

Nello specifico, in neve fresca la Ultracraft gira molto bene, mollando la tavola è sempre stabile e galleggia come pochissime tavole fanno. Ad esempio, la Burton Landlord Split non dà tutta la sicurezza che regala la Jones, quando si scende nella neve profonda la Burton sembra affondare da un momento all’altro – indipendentemente dal setback – mentre la Ultracraft trasmette chiaramente che il suo naso non affonderà mai…

Il primo test, prima di iniziare la discesa.

Il primo test, prima di iniziare la discesa.

Se possiamo trovare un piccolo difetto nello shape della Jones, direi che la coda corta e piuttosto rigida è anche molto reattiva, quindi in neve fresca bisogna stare attenti perché se si carica troppo in coda durante i power carve, la Ultracraft rischia di chiudere moltissimo la curva e reagire in maniera nervosa… Appena possibile vi posterò un breve video di un mio doppio (o triplo, non si è ancora capito…) backflip causato da un vuoto proprio sotto la coda della Jones, mentre cercavo di fermarmi da una gran curva molto veloce su pendio mediamente ripido. Ancora una volta, le mie scuse a Paola per essermi fermato – indenne e inconsapevole – a un metro da lei…

Veniamo alla pista. Anche con una split, purtroppo è inevitabile dover affrontare – qualche volta – tracciati battuti. La cosa che mi ha impressionato di più della Jones Ultracraft in pista è stata la stabilità del naso alle alte velocità. Anche superando gli 80 Km/h, il naso è sempre stabile e trasmette grande sicurezza e precisione.

Devo dire che è raro trovare tavole così stabili alle alte velocità. Ad esempio, fra quelle che utilizzo, solo la Burton Custom X 59W, la Jones Carbon Flagship 63W e la principessa della polvere Dupraz D1 6’3 sono così stabili. Però stiamo parlando di un loro confronto con una split, non con una solid. Quindi complimenti a Jeremy Jones e a chi ha collaborato allo shape della Ultracraft, che sembra derivare – prima che dalla Jones Hovercraft – dalla Gentemstick Giant Mantaray… (informazioni fornite dai nostri amici di Zero G a Chamonix).

Per concludere non posso che consigliare questa splitboard a tutti quelli che vogliono affrontare al meglio questo splendido sport, con una tavola che non deluderà mai in nessuna condizione: dalle discese più ripide alla pista ghiacciata, dalla polvere fresca fino alle risalite nei boschi sotto la neve. La Jones Ultracraft 160 è senza dubbio una delle migliori split in commercio, e il suo shape faticherà ad invecchiare. Ottimo investimento, visto che praticare splitboard giova alla mente e al corpo!


Confronto Ultracraft vs. Landlord Split
8.6 Punteggio Totale
0 0 voti
Peso "Ride Mode"
10
Peso "Skin Mode"
10
Qualità Costruttiva
9
Robustezza
8.5
Carving
8.5
Powder
9.5
Switch/Fakie
6
Salti (Powder)
8
Qualità/Prezzo
7.5
7.6 Punteggio Totale
0 0 voti
Peso "Ride Mode"
6
Peso "Skin Mode"
7.5
Qualità Costruttiva
9
Robustezza
9.5
Carving
7
Powder
8.5
Switch/Fakie
6
Salti (Powder)
7
Qualità/Prezzo
8
Sommario
Data
Prodotto
Jones Ultracraft 160 Splitboard
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