Burton Landlord Split 163
7.6 Punteggio Totale
Pro

- Qualità costruttiva
- Interfaccia Burton Channel
- Sistema Tesla di Spark

- Gira benissimo nel bosco

Contro

- Peso effettivo
- Troppo taper e coda un po' troppo morbida per l'utilizzo su neve dura
- Poco margine di regolazione trasversale alla tavola per le piastre Spark

Sommario

La Landlord è una split molto buona. Nonostante il peso nettamente superiore ad alcune concorrenti dirette, è ben utilizzabile sia in skin che in ride mode. Burton può certamente migliorare il progetto, usando materiali più leggeri e affinando lo shape, che con poche modifiche potrebbe trasformare questa tavola in una all-mountain molto completa.

Peso "Ride Mode"6
Peso "Skin Mode"7.5
Qualità Costruttiva9
Robustezza9.5
Carving7
Powder8.5
Switch/Fakie6
Salti (Powder)7
Qualità/Prezzo8
Burton Landlord - Flex
7
Flex Generale
7
Flex Naso
6
Flex Coda
6.5
Torsione
Flex Generale 6.6

(Clicca qui per sapere come svolgiamo i nostri test) Finalmente ce l’ho fatta. Dopo aver ritirato la nuova Landlord Split 163 con il kit fornito da Burton (attacchi Hitchhiker e pelli G3 High Traction, per i quali scriverò un post dedicato), ho fatto giusto in tempo a montare gli attacchi e poi sono partito per un lungo viaggio di lavoro, che mi ha tenuto lontano da casa per 2 settimane.

Inutile dire che la prima cosa che ho fatto, appena rientrato, è stata fissare sul calendario la data di partenza per Cervinia. La mia curiosità di provare questa tavola – e una splitboard in generale – era davvero tanta. Dopo aver ritirato anche i ramponi Spark Sabertooth, quelli compatibili con il loro sistema Tesla, sono partito pensando a dove avrei fatto la mia prima uscita con questa tavola, in modo da testarne le caratteristiche e metterla alla prova.

Ma veniamo al test.

Condizioni nivo-meteo e setup tavola

Attacchi: Burton HitchHiker Taglia L
Scarponi: Burton Imperial misura 12
Stance Setup: stance 61 cm., front +21°, rear -9°, setback -56mm. (default)
Tuning Tavola: come uscita di fabbrica. Diventerà tuning 1°/88°, fondo sciolina verde e top a freddo a seconda delle condizioni
Condizioni Meteo: sole, senza vento, temperature prossime allo zero. Altre condizioni: vento teso, da coperto a molto coperto
Condizioni Neve: crostosa/ventata e trasportata, a tratti fresca (fuoripista); compatta ed artificiale (pista); neve fresca profonda (polvere di circa 60 cm.)

Dati Tecnici

Misura tavola: 163 (154, 159, 168)
Peso: 3842 grammi (tavola + clips, senza interfaccia Voile)
Camber: Burton S-Rocker™
Shape: taper 17 mm., flex direzionale,
Interfaccia Attacchi: Burton Split Channel

 Le prime impressioni, prima di usarla

La Burton Landlord Split è una splitboard che fa parte della famiglia Burton Family Tree, linea dedicata al freeride e che rispetta i massimi standard per una produzione ecosostenibile, anche grazie alla partnership con Mountain Dew, famoso marchio americano di soft drink.

Toccando con mano la tavola per la prima volta, si nota subito la solita eccellente qualità costruttiva alla quale ormai Burton ci ha abituati. Personalmente trovo le tavole Burton un ottimo compromesso fra peso e robustezza.

Detto questo, prendendo in mano la Landlord, non ho potuto fare a meno di notare uno dei pochi punti negativi di questa tavola: il peso secondo me eccessivo, considerando che preferisco tavole mediamente leggere ma stabili alle alte velocità (per alcuni commenti relativi alla leggerezza e alla sua incompatibilità con le alte velocità, leggi il test della Jones Ultra Aviator).

Consideriamo però che sono veramente pochissime le splitboard leggere, a causa dell’interfaccia più complessa che le lega agli attacchi, e alla struttura dei materiali che – inevitabilmente – seguono una logica progettuale diversa da una tavola “solid“, vista la necessità di raggiungere una rigidità torsionale relativa maggiore.

Sicuramente Burton, vista la tecnologia di cui dispone e in qualità di maggior Brand a livello mondiale nel mercato dello snowboard, avrebbe potuto entrare nel settore splitboard in modo più deciso, almeno seguendo la linea di alcuni concorrenti.

In ogni caso, la Burton Landlord Split è un’ottima tavola, ben progettata e costruita seguendo i massimi standard di qualità.

Con quali attacchi può essere usata la Burton Landlord?

La Landlord Split nasce per essere utilizzata con tutti gli attacchi compatibili con il sistema Voile. Fra questi, probabilmente il sistema migliore il Tesla di Spark R&D, azienda americana leader nella produzione di attacchi per splitboard. Il Dual Channel di Burton è anche compatibile con gli attacchi Karakoram, nonostante le due aziende non lo supportino ufficialmente.

Sarà comunque possible montare qualsiasi attacco, utilizzando l’interfaccia Voile universale, anche quelli che già utilizziamo su altre tavole “classiche”. Non consiglio però di utilizzare attacchi progettati per le tavole solid, per motivi di peso, robustezza, praticità e sicurezza. Se decidete di comprarvi una split, comprate anche attacchi progettati per questa attività, non rimpiangerete mai l’acquisto. Fidatevi.

Per tutti quelli che hanno deciso di comprare il kit completo fornito dall’azienda di Burlington, posso dire che Burton ha fatto una scelta ottima nel legarsi a Spark R&D per le piastre degli attacchi, a G3 (Genuine Guide Gear) per le pelli. Voile, uno dei primi brand ad investire nel settore splitboard e proprietaria dell’interfaccia per split più utilizzata al mondo, è forse una scelta più discutibile, visto che personalmente considero clips e interfaccia Karakoram più solidi e utili a mantenere unite al meglio le due parti della split quando le assembliamo per il ride mode.

Sicuramente Voile permette di montare qualsiasi attacco sul mercato alle tavole split, inoltre produce un’interfaccia nata già compatibile con il Dual Channel Burton, però clips e pucks non sono all’altezza di Karakoram. Forse Burton avrebbe dovuto chiedere a Voile di produrre un’interfaccia più specifica, migliorando quella attuale.

Come ho scritto qui sopra, Burton ha scelto Spark R&D come partner per la produzione dei propri attacchi. In sostanza, Spark fornisce la loro piastra Magneto con sistema Tesla, e Burton completa l’attacco con le sue ottime strap e high back. Da sempre, Burton produce i migliori attacchi da snowboard. Potete dirmi quello che volete, ma il comfort, la solidità e la tecnologia degli attacchi Burton sono il massimo. Anche per questo, spesso vediamo Pro di qualsiasi disciplina utilizzare attacchi Burton come i Cartel.

I Burton Hitchhiker sono gli attacchi da splitboard di Burton. Esiste un modello più economico ma non utilizza il sistema di Spark, per cui non consiglio a nessuno di risparmiare sugli attacchi per poi ritrovarsi con un sistema scomodo e pesante. Gli attacchi sono molto ben fatti e altrettanto ben progettati. Nonostante Karakoram faccia attacchi ottimi, io trovo Spark migliore sotto alcuni aspetti, come il sistema di funzionamento dei loro ramponi, superiore rispetto a quello del loro diretto e praticamente unico concorrente.

Un’ultima nota riguardo al Dual Channel Burton. Questo sistema è straordinario, tanto quanto nelle tavole solid. Il Channel ci permette di sistemare il nostro stance con la massima precisione, inoltre è semplicissimo cambiare lo stance al volo mentre siamo fuori, adattandolo così ad ogni tipo di necessità: più arretrato per la fresca (ma suggerisco di non andare oltre i 56 mm. di setback, il default per la Landlord) e più centrale se la nostra uscita prevede molta pista battuta.

Utilizzo in Skin Mode

Burton Landlord Split - Skin Mode

Durante il test, in salita

Prima di iniziare il test in skin mode, ho dovuto preparare la tavola montando le pelli e separando le parti per risalire. L’ho fatto sulla neve, dopo una brevissima discesa, proprio per verificare se fosse comodo fare questa operazione fuori casa.

Dal momento in cui ci si toglie la tavola dai piedi, passano davvero pochissimi minuti e si è pronti a risalire. Il sistema Tesla è ultraveloce, in un attimo gli attacchi sono separati dalla tavola, gli high back sono in modalità skin e la tavola è separata e pronta per il montaggio delle pelli. La soletta deve essere ben asciutta e in un paio di minuti avremo il sistema montato. Le skins G3 hanno sistemi di ancoraggio alla tavola sia in punta che in coda che funzionano molto bene.

Quando possibile, io utilizzo sempre tavole wide. Avendo uno scarpone misura 12, mi trovo molto meglio con tavole larghe che mi danno la sicurezza di non toccare punta e tacco. Nel caso delle split, però, devo dire che trovarsi con una tavola “non wide” potrebbe aiutare anche chi, come me, ha un piede lungo. Questo perché se durante la discesa saremo probabilmente in neve fresca, quindi il contatto fra scarpone e neve così da creare attriti è quasi impossibile, durante la risalita e in particolare nei traversi, avere una tavola qualche millimetro più stretta ci consentirà di fare molta meno fatica, soprattutto se utilizziamo scarponi da snowboard non particolarmente rigidi.

La Landlord si è rivelata ottima nella risalita: sci della larghezza giusta, pelli con una trazione incredibile, ramponi Spark ottimi sulla neve dura e split che rende semplice l’inversione di 180 gradi quando dobbiamo risalire pendii ripidi seguendo un percorso a “Z”. Le pelli possono certamente migliorare in scorrevolezza, però considero che sono nuove e che – oltretutto – si possono sciolinare con una tecnica adeguata al trattamento di questo tipo di prodotto.

Il peso della tavola, così evidente quando la si prende in mano assemblata, sembra scomparire in modalità skin. La tavola avanza facilmente, e considerando che durante il test ho trovato quasi ogni tipo di neve (ad esclusione di neve fresca profonda) questo significa che la Burton Landlord Split è nostra alleata durante la risalita.

Velocità di  separazione e assemblaggio splitboard

Durante le prove, ho voluto di proposito fare una prima brevissima discesa con la tavola in Ride Mode, per poi trovarmi a montare le pelli e prepararmi alla risalita con la tavola non asciutta. Ho fatto prove di passaggio da Ride a Tour Mode sia in condizioni favorevoli, che con vento piuttosto teso, direi circa 25 Km/h con raffiche a 40 Km/h, questo per capire quanto fosse semplice montare e smontare le pelli.

Devo dire che il sistema è standard, per cui chi ha già utilizzato pelli G3, oppure chi già possiede una Landlord Split o attacchi Spark con sistema Tesla, può farsi già un’idea chiara. In ogni caso, la mia opinione è che ho trovato semplice, veloce e comodo passare fra le due modalità di utilizzo della tavola.

Separare la tavola è questione di secondi, l’importante è aver fatto un buon setup per l’interfaccia Voile e – eventualmente – aver anche lubrificato i pucks con qualcosa tipo WD-40. Attaccare le pelli è rapido, io porto con me nello zaino un vecchio straccio di cotone (che non perde peli) per asciugare al volo la soletta prima di applicare le pelli. Questo permette di preservare la collosità e garantire un’aderenza perfetta con la base della tavola.

Il sistema Tesla si aggancia ai perni dello Skin Mode senza alcun problema, anche in caso di neve su perno e attacco. Il fatto che Burton abbia scelto la piastra Magneto invece dell’Afterburner è una scelta ottima: diminuisce il peso, evita gli accumuli di neve sopra e sotto l’attacco e mantiene una buona rigidità.

Una volta estratti i bastoncini, sono pronto per risalire. Ci vuole veramente poco a prepararsi.

Assemblaggio per il Ride Mode

Una volta giunto in cima, la comodità e la rapidità con cui si torna a scendere con la tavola sotto i piedi dipende dal vento, e dalla profondità e stabilità della neve. Tutto è relativo al riporre bene le pelli nello zaino e al non avere scelto un punto dove la pista è ancora ripida o la neve è troppo profonda. Ho provato diverse condizioni: nel caso in cui la base sia in piano, la neve sia stabile sotto i piedi e non ci sia vento, è molto semplice staccare le pelli, applicare le reti e piegare il tutto nella loro sacca per riporle nello zaino.

I ganci delle pelli G3 si staccano rapidamente dagli sci e, man mano che si procede con l’operazione, ho attaccato senza problemi le reti per conservare la colla. Durante il passaggio fra le due modalità, lo zaino era appoggiato sulla neve e aperto, visto che l’assenza di vento ha facilitato di molto le cose. Gli attacchi si sganciano in un attimo dalla loro posizione di Skin Mode, e altrettanto velocemente si assemblano per il Ride Mode. Ottimo sistema.

Una volta piegati e riposti nello zaino i bastoncini ho messo il casco, pronto per la discesa. Evito di descrivere la semplicità con cui i due sci si ricompongono, tornando alla loro “naturale” posizione di snowboard: quasi tutte le split (escluso certamente un modello Salomon) condividono il concetto di clips in punta ed in coda, così come le clip sulla tavola che – siano Spark o Karakoram – agganciano le due parti andando a tornare una struttura più solida. A breve proverò le clip Karakoram sulla Landlord, e vi dirò se sono migliori o equivalenti alle clip Voile.

In Discesa

Iniziamo dal terreno naturale della Landlord: la neve fresca. Ho avuto la fortuna di provare la tavola con quasi tutte le condizioni. Ad esclusione di terreno molto ripido (troppo rischioso in quest’ultimo periodo nella mia zona) ho provato la Landlord Split su ogni condizione di neve, da quella ghiacciata in pista, alla polvere mediamente profonda (circa 60 centimetri di freschissima neve polverosa).

In generale, la Landlord è una tavola molto buona. La maggior parte dei test li ho fatti portando il setback da -56 mm. a -44 mm., non molta differenza ma percepibile a piedi piuttosto sensibili. Qui viene fuori il buono ed il cattivo della tavola, fermo restando che se dovessi consigliare l’acquisto, comunque lo farei senza problemi. La Landlord è certamente nata per il suo naturale setback (-56 mm.) visto che spostandolo avanti, la tavola tende ad affondare un po’ troppo in caso di neve fresca abbastanza profonda. Il naso non si è mai bloccato, ma allo stesso tempo non mi ha mai dato la confidenza che sento con altre tavole, come le Jones Ultracraft e Carbon Flagship.

Nonostante il setback che ho avanzato (e che riporterò indietro per l’utilizzo fuoripista – quindi praticamente sempre -, fino a quando Burton non dovesse decidere di modificare lo shape della tavola), la tavola gira veramente benissimo fra gli alberi sotto la linea boschiva. Anche in mezzo ad un fitto bosco con terreno impegnativo (ripido e sconnesso) devo dire che la Landlord mi ha positivamente impressionato: super reattiva, affidabile, prevedibile, veloce e divertente. Praticamente, se solitamente uscite in zone sotto i 2000 metri, la Landlord è certamente un’ottima tavola con pochi rivali.

Sulla neve fresca ma ventata e crostosa – test eseguito con il setback naturale a -56 mm. – la Landlord si è comportata piuttosto bene, ma in questo caso il peso della tavola si fa un po’ sentire, e ho trovato molto difficile girare in switch (a me piace dire ancora fakie 🙂 ) a causa della coda corta, morbida e del taper. A mio parere, se incontrate questo tipo di neve, girate con il vostro stance naturale, e se proprio dovete girarvi, affidatevi molto al naso della tavola e mai alla coda…

Per finire, usando la tavola in pista ho notato altri punti deboli. Devo sottolineare che questa è una split, non è fatta per andare in pista, ma per tutti noi sarà quasi inevitabile utilizzarla  – anche se solo per brevi tratti – su piste battute. Inoltre trovo più completa una recensione che esprime un’opinione anche per tutti quelli che invece la tavola dovranno usarla anche su piste controllate.

Per quanto riguarda la neve battuta, a me non è piaciuto lo shape in generale: lo trovo poco affidabile, con un flex troppo morbido e taper e sciancratura migliorabili. La Landlord Split conduce comunque discretamente le curve, il problema è quando si vuole iniziare a divertirsi caricando un po’ di più: qui la tavola inizia a perdere qualche colpo. Burton, secondo me, può migliorare la Landlord sotto qualche aspetto come lo shape ed il peso. Se l’azienda americana lo facesse, ci troveremmo certamente sotto i piedi una split che dovrebbe essere sulla shortlist di tutti quelli che cercano una tavola da backcountry davvero completa.

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Prodotto
Burton Landlord Split 163
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